domenica 6 gennaio 2008, di telemaco
E’ difficile definire la figura del SWL (Short wave listener) al giorno d’oggi.
In un modo dominato dai media globali, dalla rete Internet, dalle Email che hanno sostituito lettere e FAX, l’ascoltatore della radio è una figura atipica.
C’è chi intrapende la via del radioascolto come fase preparatoria all’esame di radioamatore (ed è una bella palestra) e c’è chi rimane SWL a vita.
Impropriamente può sembrare che il radioascoltatore sia una figura passiva, mancandogli il collegamento con l’interlocutore, ma in realtà lo SWL mette in pratica tutte le conoscenze e le astuzie del radiomatore, solo che le utilizza esclusivamente ai fini della ricezione dei segnali.
Vi assicuro che le sensazioni che si provano ascoltando stazioni DX (ovvero le più lontane ed esotiche) sono le stesse che si provano a collegarle, e la ricezione di una QSL di conferma (QSL = cartolina) strappa sempre un sorriso di soddisfazione !

Nell’immagine la QSL della gentilissima Kerstin DH9KS dalla Germania …ovviamente ! :-)
Non molto tempo fa l’attività di radioascoltatore (ovviamente su porzioni di frequenza diverse da quelle concesse ad uso pubblico) era soggetta a norme legislative stringenti e precise, ma con un Decreto del Presidente della Repubblica del 27 gennaio 2000, il nostro governo ha sancito la libera circolazione degli apparati radio riceventi e ricetrasmittenti, la loro detenzione ed il loro libero uso.
Ovviamente, salvo le eccezioni degli apparati ricetrasmittenti LPD/PMR, per trasmettere occorre un autorizzazione e un nominativo.
Per il radioascolto la situazione è stata totalmente liberalizzata, rimane invariato il dovere alla segretezza e l’impegno a non divulgare informazioni e trasmissioni ricevute sulle bande di competenza di forze armate, di polizia ecc.
Quindi riassumiamo: l’attività di radioascolto è libera e poter iniziare basta la radiolina di casa con cui ascoltate le partite alla domenica, girate il selettore della frequenza e poratevi sulle onde medie o corte, aspettate la note e …….. il resto lo lascio a voi.
Se vi limiterete all’ascolto delle stazioni emittenti radiofoniche classiche ovvero Le grandi Broadcasting internazionali, diventerete BCL, ovvero Broadcasting Listener.
Il passo successivo è passare dal radioascolto passivo all’attività vera e propria di un SWL, identificazione delle stazioni, inserimenti degli ascolti nel logbook, redazione dei rapporti d’ascolto e ….. attesa delle conferme.
Per tutto questo ci occorre che il ministero ci rilasci un nominativo di stazione, che ci identificherà in modo univoco in tutto il movimento radiantistico mondiale.
Inizia quindi l’iter burocratico, tranquilli si tratta solo di inoltrare una richiesta all’ispettorato competente del Ministero delle Comunicazioni, che, in tempi ragionevoli ci rilascerà un attestato con la nostra sigla identificativa.
Quindi rechiamoci all’ispettorato compartimentale di competenza con una marca da bollo e riempiamo l’apposito modulo (scaricabile anche da internet) e dopo un lasso di tempo ragionevole ci vedremo recapitare a casa il nostro "nominativo".
Per inciso il mio è I0049RM, ed ha sostituito il vecchio identificativo 59030.
Una volta si usava arbitrariamente anteporre il prefisso radioamatoriale (I0 per il Lazio - I1 per il Piemonte e così via) per identificare la zona di appartenenza e tuttora viene fatto da alcuni SWL.
il mio nominativo, secondo questa consuetudine, sarebbe I0-0049/RM, ci sono troppi "zeri" :-), preferisco la versione ministeriale.
Naturalmente per passare i rapporti d’ascolto alle stazioni broadcasting il nominativo non è necessario, lo diventa invece quando invierete le QSL alle stazioni di radioamatore da voi ascoltate.
IL vostro nominativo vi permetterà anche di iscrivervi sia ai servizi di "QSL elettronica" che ai vari clubs di appassionati e potrete partecipare ai vari diplomi (awards) nazionali ed internazionali riservati ad OM e SWL, o solo a quest’ultimi.
Praticamente quasi tutti i Diplomi hanno una sezione riservata agli SWL e così anche per i contest (gare) internazionali che si susseguono durante l’anno solare ad appuntamenti fissi.
Partecipare al rilascio di un diploma o ad un contest, può essere un’attività collaterale del radioascolto o il motivo principale.
Una volta che il demone del contest (o del diploma) si impossessa di voi la ricerca sulle bande del nuovo prefisso, della zona rara o della stazione esotica si fà compulsiva.
Altra branca del radioascolto è la specializzazione in utility, ovvero radiofari, stazioni che trasmettono segnali di tempo, cartine fax, aereoporti ed aerei, navi e stazioni costiere.
Una cartina meteo fax ricevuta in HF e decodificata con il personal computer e la sound blaster.
Con che cosa possiamo iniziare?
Per muovere i primi passi in questo hobby bisogna naturalmente acquistare un ricevitore.
Non molti anni fa per poter avere un ricevitore di stazione SWL che permettesse l’ascolto, oltre alle gamme di frequenza, sulle quale trasmettono le broadcasting, anche le gamme radioamatoraili, dovevamo, per forza, acquistare un costoso apparato.
Oggi sono in commercio anche dei piccoli ricevitori di fabbricazione cino-giapponese che riassumono tutte le caratteristiche desiderate, come il SANGEAN ATS 909 e il DEGEN 1103, dotati anche della ricezione SSB (il modo di emissione utilizzato dai radioamatori in fonia e digitale).
Con un costo contenuto (da poco meno di 100 euro a circa 150, anche meno, se ci aggiudichiamo un bel usato su Ebay o simili) possimao tranquillamente iniziare, poi acquisteremo o ci autocostruiremo una bella antenna esterna o preamplificata interna.
Vi segnalo un link dell’Associazione Italiana di Radioascolto AIR sul quale potrete trovare una mini guida ai ricevitori attualmente in commercio o comunque reperibili con facilità sul mercato dell’usato.
Il resto verrà con l’esperienza e la voglia di proseguire in quest’hobby affascinante.

Per finire un’immagine del mio "shack" ovvero della mia postazione, sul quale troneggia il mio "copilota" bricco, perdonate il disordine !!! :-)).<br>